1. Risanamento del primo bene comune: il bilancio pubblico.

Un lavoro attento e di grande responsabilità che ha evitato il dissesto del Comune mantenendo le tariffe dei servizi invariate e i tributi inferiori alla media nazionale. <br> <br> Approfondisci

Quando ci siamo insediati il Comune di Rieti era uno dei Comuni più indebitati d’Italia. 100 milioni di debiti, 2,5 milioni ogni anno per contratti di lavoro irregolari, 11 milioni di debiti fuori bilancio. Per il bene collettivo abbiamo deciso di risanare il nostro Comune piuttosto che dichiarare il dissesto. La Corte dei Conti e il Ministero dell’Interno hanno stabilito il percorso per ripianare i debiti accumulati dalle precedenti amministrazioni e ci è stato approvato un Piano di rientro decennale. È stato difficile ma stiamo uscendo finalmente dal baratro. Abbiamo ricostruito l’Ente dalle sue fondamenta. Abbiamo messo al centro la legalità, la trasparenza e le regole, spazzando via il sistema clientelare fatto di illegalità e connivenze diffuse durato per troppi anni. Nonostante una situazione così complessa stiamo realizzando, passo dopo passo, il programma politico-amministrativo con il quale 5 anni fa ci siamo proposti ai cittadini. Quello che stiamo costruendo è un Comune virtuoso che non sia soltanto erogatore di servizi ma che si adoperi per promuovere lo sviluppo, agevolando in ogni modo il rilancio dell’economia locale, anche attraverso un proficuo rapporto con l’Europa. Come un buon padre di famiglia stiamo spendendo meno e meglio; non abbiamo aumentato i tributi, siamo riusciti a non chiudere servizi, ma addirittura a potenziarli. Possiamo affermare che la scommessa è stata vinta e che il Comune di Rieti è salvo. Una colossale opera di risanamento senza aumentare le tariffe dei servizi al cittadino e mantenendo Rieti al di sotto della media nazionale per quanto riguarda i tributi locali.

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